Publifarum n° 26 - Du labyrinthe à la toile / Dal labirinto alla rete

La collaborazione alla rivista “Studi francesi”

Cecilia RIZZA


L’attività scientifica di Sergio Poli che, in occasione del suo pensionamento, questo volume di contributi intende celebrare, non si esaurisce nel ricordo della sua carriera di docente e nella pubblicazione della bibliografia delle sue opere. Merita infatti che venga tenuta presente, sul piano scientifico e didattico, anche la sua collaborazione alla rivista “Studi francesi” che occupa uno tempo e uno spazio non trascurabili della sua vita di studioso. Non intendo qui parlare del suo lavoro di redattore degli Indici della rivista per gli anni 1979-1984, né della sua funzione di corresponsabile della Rassegna bibliografica per la Sezione 1600-1650 da maggio-agosto 2000 (fascicolo n.131) agli stessi mesi del 2002 (fascicolo n.137), ma della sua diretta collaborazione alla Rassegna bibliografica.

Dal 1973 al 2004 si contano, infatti, oltre duecentocinquanta schede critiche specialmente dedicate agli articoli, ai volumi, alle edizioni di testi della prima metà del XVII secolo. Sergio Poli è in quegli anni parte attiva di quell’équipe di studiosi della Sezione di Francesistica della Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Genova che annovera, tra gli altri collaboratori, Rosa Galli Pellegrini, Felicita Robello, Patrizia Scarsi, Chiara Rolla.

Come è noto, la Rassegna bibliografica rappresenta una componente fondamentale di “Studi francesi”, scriveva Franco Simone nella Presentazione al primo numero della rivista (gennaio-aprile 1957,pp.3-4), citando l’esempio de “La Rassegna della Letteratura italiana”, fondata da Walter Binni: “ Il particolare indirizzo di Studi francesi risulterà evidente soprattutto nella Rassegna bibliografica, dove meglio la metodologia italiana si preciserà nel lavoro capillare d’informazione critica, di correzione ed anche di esclusione … Per non ripetere lavori già in corso, è stato adottato non soltanto il metodo informativo, ma quello critico, e questo nel modo più esteso possibile”.

Le schede critiche redatte da Sergio Poli riguardano principalmente argomenti di carattere generale che si pongono al crocevia di varie discipline, della storia come della letteratura, della geografia come della musica, dell’etnografia, dell’architettura, della musica. Troviamo perciò numerose schede sui rapporti della Francia con l’Oriente, sulle testimonianze di viaggiatori e, in ambito più strettamente artistico e letterario, sul Barocco e la sua identificazione in Francia. Largo spazio avranno pertanto le raccolte di opere di diversi specialisti, frutto soprattutto di Colloqui o pubblicazioni miscellanee. Particolare rilievo viene dato, inoltre, alle edizioni e agli studi concernenti la narrativa del primo Seicento e, soprattutto, quelle “histoires tragiques” che, come è noto, sono state oggetto d’importanti contributi critici da parte dello stesso Sergio Poli. Quanto ai grandi autori della prima metà del secolo, numerose schede saranno dedicate alle edizioni e ai lavori su Corneille e Descartes.

Nella redazione delle schede Sergio Poli segue, con grande scrupolo, i principi enunciati dal Direttore della rivista. In primo luogo, il suo scopo è d’informare, intendendosi con questo termine non soltanto mettere al corrente il lettore del contesto critico in cui il testo analizzato va collocato, ma dando anche notizie, sia pure sommarie, sulla formazione e la carriera critica dello studioso che ne è redattore. A partire dal testo in questione, viene così a prender forma, sia pure indirettamente, una storia della critica sull’argomento trattato, viene sottolineata l’originalità del contributo fatto oggetto di recensione e viene evidenziato il ruolo specifico del suo autore.

La scheda bibliografica redatta secondo questi principi, oltre a sollecitare la curiosità del lettore, diventa pertanto uno strumento utile e spesso necessario per ulteriori ricerche.

Ma c’è un aspetto della Rassegna bibliografica che così fedelmente segue i principi propri della rivista che distingue l’opera di Sergio Poli da quella di altri collaboratori, non meno seri e competenti di lui. E’ l’ammirazione, la simpatia, e , talora, oserei dire, l’entusiasmo che, al di là del serio impegno scientifico, si manifesta nelle schede redatte da Sergio Poli. Si legga, ad esempio la lunga scheda che Sergio Poli dedica agli Atti del Colloquio su Scudéry, tenutosi a Le Havre nel 1991 (n.112, genn.-apr. 1994, pp.134-36). Si apre con l’affermazione: “Sono Atti questi che segnano una pietra miliare nella storia della fortuna dei fratelli Georges e Madeleine de Scudéry” e si conclude, dopo un’analisi dettagliata dei singoli contributi, con queste parole: “Si tratta di un volume ormai fondamentale per gli specialisti dell’argomento e, più in generale, di tutto il Seicento”.

Ma non mancano anche esempi di una più severa valutazione critica del testo recensito. Riassumendo un articolo che tratta dei rapporti tra Anna d’Austria e il Cardinale Mazzarino (n.108, sett.-dic. 1992, p.570) Sergio Poli definisce così il contributo dal malizioso titolo “Anne d’Autriche et Giulio Mazzarino juqu’où ?” : “Poche pagine concise per rispondere (o non rispondere?) alla domanda del titolo, certamente futile”.

In altre occasioni l’analisi del contributo critico preso in esame ampia e dettagliata è sostanzialmente positiva ma il recensore non manca di segnalarne le carenze. Così, a proposito del volume di G. Poirier su “Corneille et la vertu de Prudence” (n.87,sett.- dic. 1985, pp.566-67), dopo aver sottolineato l’originalità della lettura critica proposta, Sergio Poli ne rileva anche i limiti, scrivendo: “Come sempre, comunque, ogni medaglia ha il suo rovescio…ciò che tende a scomparire è proprio il teatro concreto, fatto di scene, di protagonisti umani, di sentimenti individuali, ed anche di un certo pubblico che di fronte ad essi si commuoveva, approvava o disapprovava. Mentre nella gran copia di riferimenti culturali, mancano proprio quelli che sembrerebbero più ovvii; ben poche sono le allusioni ai potenti, alla politica ed alla società del tempo”.

Questo giudizio, particolarmente profondo e articolato, testimonia dell’attenzione e direi quasi dello scrupolo con i quali il contributo critico in oggetto è letto e analizzato da Sergio Poli anche in rapporto al suo contesto storico e culturale.

La collaborazione di Sergio Poli alla Rassegna bibliografica di “Studi francesi” va dunque letta non soltanto come il frutto di un’attività critica che occupa molti anni della sua vita e, per quanto riguarda la sua scrittura, come un ‘apprentissage’ estremamente utile e, per certi aspetti, determinante. Essa soprattutto, rivela, in forme sempre più esplicite e coerenti, il suo modo d’intendere il ruolo della letteratura nella società, secondo principi che caratterizzeranno tutte le sue opere e la sua stessa attività di docente.


 

Dipartimento di Lingue e Culture Moderne - Università di Genova
Open Access Journal - ISSN 1824-7482