Publifarum n° 26 - Du labyrinthe à la toile / Dal labirinto alla rete

Risorse informatiche nell'insegnamento della Lingua Latina nei Licei italiani: suggerimenti dalla Francia

Isabella DONATO



Abstract

Francese  | Inglese 

L'insegnamento della Lingua Latina può trovare un prezioso alleato nelle risorse e nei materiali francesi disponibili in rete, che offrono spunti di riflessione e nuove idee per motivare gli studenti e migliorare l'approccio verso lo studio di questa lingua anche nell'ottica dell'insegnamento CLIL.

1. Introduzione

1.1. L'insegnamento del Latino in Italia

In Italia la Lingua Latina è insegnata nella Scuola Secondaria di II Grado, precisamente nel Liceo Classico, Scientifico e Linguistico. A seconda dell'indirizzo la materia prevede un monte orario diverso e lo studio viene affrontato su tutto l’arco dei cinque anni (Liceo Classico e Scientifico) o solo nel I Biennio (Liceo Linguistico). Ciò comporta al Liceo Linguistico una riduzione dello studio di grammatica e sintassi (sono studiate le tre declinazioni e ci si limita ai costrutti più significativi come l'ablativo assoluto, le proposizioni infinitive, i valori delle congiunzioni cum e ut) e un maggior rilievo agli argomenti di civiltà.

La finalità generale dello studio della Lingua Latina è contribuire ad approfondire la conoscenza linguistica dell'italiano, consentendo di notare e comprendere l'evoluzione della lingua madre; inoltre nella formazione culturale degli studenti è indiscusso il ruolo del Latino, che potrebbe essere potenziato anche dal CLIL (Content and Language Integrated Learning), che prevede l'uso di una lingua straniera per insegnare contenuti non linguistici. L’articolo 6, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 89/2010 ha introdotto l'insegnamento di Discipline Non Linguistiche (DNL) in lingua straniera, proprio utilizzando il CLIL nell'ultimo anno di studio dei Licei e Istituti tecnici, e già a partire dal terzo e quarto anno nel Liceo Linguistico. Però ciò non riguarderebbe il Latino, che è una disciplina linguistica e, per il Liceo linguistico, è svolto solo nel I Biennio. Ma, in base all'autonomia scolastica, in diversi Licei italiani, dopo aver ricevuto l'approvazione degli organi collegiali, sono state realizzate, anche se non in modo sistematico e strutturato, esperienze di CLIL su Latino al Liceo Linguistico, nel Primo Biennio, e al Secondo Biennio del Liceo Scientifico.

1.2. L’insegnamento del Latino in Francia

Il documento Projet de programme pour l’enseignement de complément Langues et cultures de l’Antiquité (Conseil Supérieur des Programmes, 2015) chiarisce la funzione dello studio del latino, che può fornire il substrato sul quale si sono costruite le lingue neolatine; quindi la sua conoscenza può favorire la comprensione della lingua materna e sviluppare il vocabolario.

L'apprendimento dei vocaboli della lingua latina risulta fondamentale, così come lo studio della civiltà antica, che può contribuire a creare competenze trasversali e pluridisciplinari.

Nella traduzione si propone di considerare testi che abbiano come argomento la storia, le scienze, la letteratura e l'arte, quindi la civiltà, che può consentire di comprendere il mondo latino nella sua globalità. L'obiettivo dell’attività di traduzione è quello che gli studenti siano in grado di tradurre individualmente, attraverso una serie di tappe, testi autentici, di ridotta lunghezza.

Nella scelta delle opere, si pensa di proporre agli studenti brani anche in traduzione, non solo di autori antichi, ma anche di tutti quelli che risultano essere stati influenzati dalla cultura classica, per favorire l'acquisizione di competenze attraverso la lettura, la comprensione e la traduzione di testi che, con il loro contenuto, possano interessare gli allievi, facilitando i processi di scoperta e di apprendimento. Emerge la necessità di sistematizzare le conoscenze legandole agli avvenimenti storici, dalle leggende sulla fondazione di Roma alle vicende avvenute intorno al Mediterraneo. L’obiettivo è quello di studiare la storia direttamente sui testi.

Le indicazioni pratiche per lo studio del Latino sottolineano il valore dell'individuazione dei campi semantici e dell'etimologia dei vocaboli. Per la morfologia è suggerito di riconoscere la radice dei verbi, i suffissi temporali e le desinenze; le cinque declinazioni sono presentate in due momenti (infatti la IV e la V declinazione sono studiate in un secondo tempo, anche perché i principali sostantivi che si incontrano nei testi fanno parte delle prime tre declinazioni).

Poi, come in Italia, sono studiati i complementi di luogo, tempo, mezzo, modo e causa, i pronomi, i verbi anomali, passivi e deponenti, il gerundio e il gerundivo (quest'ultimo chiamato aggettivo verbale).

Per lo studio della sintassi, gli argomenti della frase complessa comprendono l'ablativo assoluto, le subordinata infinitiva, causale e temporale all'indicativo e infine le proposizioni relative e le subordinate al congiuntivo.

2. Proposte e riflessioni

Dalla lettura del documento del Conseil Supérieur des Programmes emergono alcune osservazioni rispetto alla situazione italiana. La prima, di carattere generale, è lo stretto legame tra lingua latina e lingua greca, che, in Italia, si realizza solo nel Liceo Classico. Negli altri istituti il mondo greco non è oggetto di studio, se non con alcuni riferimenti durante la lettura dei poemi omerici nel Primo Biennio.

2.1. Contenuti

Dalla Francia arrivano proposte interessanti circa il rapporto tra la Lingua Latina e la storia romana: in Italia la storia di Roma è affrontata solo tra il Primo e il Secondo anno del I Biennio, risultando sfalsata rispetto allo studio del Latino su cinque anni. Invece, darne maggiore rilievo potrebbe consentire di osservare le tracce della civilizzazione antica nell'ambiente in cui si vive. Anche per quanto riguarda la traduzione, che dà maggiori difficoltà agli studenti e che li allontana da questa lingua, seguendo il modello francese si potrebbero proporre testi di autori moderni, che possono risultare meno lontani dagli interessi degli allievi, in cui ci sia traccia della cultura antica.

2.2. Metodologie

Il documento del Conseil Supérieur des Programmes non suggerisce metodologie didattiche.

I metodi proposti a livello internazionale per l'apprendimento della Lingua Latina sono diversi. In ambito francese, agli inizi del secolo scorso, Bezard, professore di Liceo, ne suggerisce uno (Devaux, 2011) che consentirebbe, attraverso lo studio del lessico latino, di potenziare la competenza della lingua francese: cartelloni appesi alla classe con scritte declinazioni e regole favorirebbero l'apprendimento. Bezard crea il cahier de vocabulaire abbandonando l'uso del vocabolario. Sostiene che il lessico vada appreso sulla base dei testi che si leggono, costruendo un repertorio e individuando il senso primitivo delle parole. I suoi studenti realizzano la traduzione della versione a partire dall’analisi logica e poi grammaticale, con un esercizio di applicazione e non di apprendimento. Purtroppo in Italia questo approccio si scontrerebbe con i tempi rigidi imposti dai programmi scolastici e dalle scadenze formali. La necessità di valutare gli studenti, avendo un numero congruo di prove, non consente di adottare metodi che diano risultati solo sul lungo periodo, come lo studio del lessico suggerito da Bezard.

2.3. Strumenti

Anche sugli strumenti non ci sono indicazioni nel documento francese, così come nei programmi italiani.

L'utilità didattica degli strumenti tecnologici è ormai provata da anni (Lebrun, 2002; Puren, 2001; Demaizière & Narcy-Combes, 2005). Soprattutto le didattica delle lingue antiche si è avvalsa delle tecnologie (Dewez & Debrux, 2011; Oniga & Cardinale, 2012). Sono infatti disponibili diversi siti francesi che contengono risorse per la Lingua Latina.

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Il sito LatinNET http://pot-pourri.fltr.ucl.ac.be/itinera/latinter/Latinet1.htm (immagine 1) è articolato in Présentation, Outils de recherches, Répertoires utiles, Traductions, Ouvertures mythologiques, Maquette virtuelle de Rome, Archéologie, Antiquité tardive ed infine Itinera electronica.

Molti link non sono più attivi, ma tra quelli funzionanti è interessante la sezione Itinera electronica (http://pot-pourri.fltr.ucl.ac.be/itinera/). I materiali didattici sono organizzati in percorsi suddivisi per fasce d'età, corrispondenti a competenze diverse; è possibile anche accedere a risorse di livello universitario. Uno dei link di Itinera electronica è http://agoraclass.fltr.ucl.ac.be/concordances/intro.htm, dal quale si accede alle opere degli autori (dal III secolo a.C. al Rinascimento) con i testi originali.

Anche sul sito Helios - Langues et cultures de l'Antiquitéhttp://helios.fltr.ucl.ac.be/default.htm (immagine 2) sono disponibili molte risorse, raggruppate in etimologia, morfologia, sintassi; poi sono presenti ambienti come forum e lezioni.

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Una particolarità di queste risorse è quella dipresentare i casi delle declinazioni con un ordine diverso rispetto a quello dei testi di grammatica latina in uso nelle scuole italiane: infatti sono elencati prima i casi diretti (nominativo, accusativo e vocativo) e poi quelli indiretti (genitivo, dativo e ablativo), contrariamente alla consuetudine italiana di riportare nell'ordine nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo e ablativo. Questo aspetto deve essere segnalato agli studenti per evitare errori e confusioni, proprio perché questi sono abituati a un'altra successione.

Il sito Locutio http://www.locutio.net/ (immagine 3) ha un menu con dizionario, grammatica e coniugatore di verbi; vi si trovano diverse sezioni relative al lessico e, tra gli strumenti, è presente anche un forum e un modulo di aiuto nella traduzione dal latino al francese e viceversa.

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Le risorse disponibili in rete presentano materiali e spunti per le lezioni che il docente di Latino potrebbe utilizzare nel CLIL oppure sporadicamente per stimolare la curiosità e l'interesse degli studenti o per lavorare in collaborazione con i docenti di lingua straniera; oltre a queste risorse è possibile anche usare altri strumenti del web. Per esempio il forum può migliorare la conoscenza della Lingua Latina, come è stato sperimentato con risultati interessanti (Duthoit, Mailles-Viard Metz, Charnet, & Pélissier, 2011) in un progetto che prevedeva l'iscrizione al forum e la scelta di un alias per garantire l'anonimato (in parte, perché in fase di iscrizione si deve indicare l'indirizzo mail), consentendo agli utenti, in prevalenza studenti, di potersi esprimere liberamente. Le domande, prevalentemente riguardanti la traduzione del latino, ricevono risposta formulata in modo generale e impersonale. Il forum è visibile all'indirizzo http://www.etudes-litteraires.com/forum/forum17-langues-anciennes.html e dimostra che si può realizzare un apprendimento anche in ambiente non formale.

Il sito Circe http://www.circe.be/content/view/97/304/lang,it/, nella sezione relativa alla Francia, offre molti link di risorse e nella sezione di civiltà si può segnalare la ricostruzione virtuale di ambienti di Roma antica (http://www.unicaen.fr/cireve/rome/index.php).

Un altro sito con risorse per docenti è WebLettres Classiques (http://www.weblettres.net/languesanc/index.php?page=traductions), in cui si trovano i testi degli autori e le opere; in alcuni casi siti francesi, come quello della Bibliotheca Classica Selecta(http://bcs.fltr.ucl.ac.be/GateSp.html), offrono risorse in inglese.

Per i device mobili, l'app Latin Voc è disponibile per Android e iOS, e può essere utilizzata anche off line. Tutte le parole sono in ordine alfabetico; i termini enclitici sono all'inizio dell'elenco. Cliccando su ognuno, si apre la pagina con il termine latino e la sua traduzione in francese. Il simbolo della quantità delle vocali (͝breve e ͞ lunga) è sostituito dagli accenti (per esempio nelle terminazioni dei verbi áris, áre) e questo potrebbe creare confusione in uno studente del I Biennio della Scuola Secondaria di II Grado, così come il paradigma del verbo, che anticipa la forma dell'infinito (appéllo, as, áre, avi, atum) e presenta il supino in fondo, contrariamente alla consuetudine delle grammatiche italiane, che hanno la forma dell'infinito alla fine del paradigma.

Per quanto riguarda i dizionari, questi sono disponibili in versione desktop o app. In generale è meglio non consigliare siti come My Memory http://mymemory.translated.net/ che restituisce solo il significato della parola, senza indicarne nominativo e genitivo, necessari per il processo di traduzione; inoltre è sconsigliabile ricorrere alla traduzione automatica con Google translate o Pons (quest’ultimo traduce il latino solo in tedesco), ma rivolgersi, per esempio, a http://www.lexilogos.com/latin_dictionnaire.htm che utilizza il Gaffiot dal latino al francese; per cercare i vocaboli dal francese al latino si può ricorrere al sito del dizionario Olivetti (http://www.grand-dictionnaire-latin.com/) che consente anche di vedere la coniugazione dei verbi e la declinazione dei sostantivi che si ricercano.

3. Conclusioni

Nella scuola italiana, il docente di Lingua Latina che vuole collaborare con il docente di Francese può disporre in rete di risorse e materiali, che possono consentire agli studenti di apprendere il latino utilizzando non la lingua madre, l'italiano, ma il francese. Pur non essendo presenti sperimentazioni o studi sistematici, il docente può notare in modo empirico i vantaggi rispetto alle attività tradizionali, non in ambiente CLIL. Inoltre può essere utile riconsiderare l'effettivo ruolo della civiltà antica, proponendo un maggior numero di attività di lettura di testi, anche in traduzione, che permettano agli studenti di comprendere tutti gli aspetti della cultura classica.

Bibliografia

Conseil Supérieur des Programmes. 2015. URL: http://www.cnarela.fr/LinkClick.aspx?fileticket=y41W2Liixi8%3d&tabid=36 (ultima consultazione 15/03/2016).
DEMAIZIÈRE, F., & NARCY-COMBES, J. P. (2005). Méthodologie de la recherche didactique: nativisation, tâches et TIC. Alsic. Apprentissage des Langues et Systèmes d'Information et de Communication, 8(1).
DEVAUX, M. (2011). La méthode de latin de Julien Bezard: des principes à la pratique (1914-1934). Recherches & éducations. URL: http://rechercheseducations.revues.org/786 (ultima consultazione 15/03/2016).
DEWEZ, F., & DEBRUX, T. (2011). L’utilisation des TIC dans l’enseignement secondaire en didactique des langues anciennes. In Sciences et technologies de l’information et de la communication en milieu éducatif: Analyse de pratiques et enjeux didactiques. (pp. 45-48). Athènes: New Technologies Editions.
DUTHOIT, E., MAILLES-VIARD METZ, S., CHARNET, C., & PÉLISSIER, C. (2011). Entraide en ligne: le cas d’un forum de discussion utilisé en tant que ressource externe au contexte d’apprentissage. In Actes du colloque Échanger pour apprendre en ligne.
LEBRUN, M. (2002). Courants pédagogiques et technologies de l’éducation. Louvainla-Neuve: Institut de pédagogie universitaire et des multimédias.
PUREN, C. (2001). La didactique des langues face à l’innovation technologique. Actes des colloques UNTELE, Université de Technologie de Compiègne, 2, 1-13.
ONIGA, R., CARDINALE, U. (2012) (a c. di). Lingue antiche e moderne dai licei alle università. Bologna: Il Mulino.

Sitografia

http://agoraclass.fltr.ucl.ac.be/concordances/intro.htm

http://bcs.fltr.ucl.ac.be/GateSp.html

http://www.circe.be/content/view/97/304/lang,it/

http://www.etudes-litteraires.com/forum/forum17-langues-anciennes.html

http://www.grand-dictionnaire-latin.com/

http://helios.fltr.ucl.ac.be/default.htm

http://www.indire.it/lucabas/lkmw_file/licei2010/indicazioni_nuovo_impaginato/_Liceo%20classico.pdf

http://www.indire.it/lucabas/lkmw_file/licei2010/indicazioni_nuovo_impaginato/_Liceo%20linguistico.pdf

http://www.indire.it/lucabas/lkmw_file/licei2010/indicazioni_nuovo_impaginato/_Liceo%20scientifico.pdf

http://www.lexilogos.com/latin_dictionnaire.htm

http://www.locutio.net/

http://mymemory.translated.net/

http://it.pons.com/traduzione

http://pot-pourri.fltr.ucl.ac.be/itinera/latinter/Latinet1.htm

https://translate.google.it/?hl=it

http://www.tusculan.com/latin/outils3.php

http://www.unicaen.fr/cireve/rome/index.php

http://www.weblettres.net/languesanc/index.php?page=traductions


 

Dipartimento di Lingue e Culture Moderne - Università di Genova
Open Access Journal - ISSN 1824-7482